03 Dicembre 2020 05:52

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SPAZIO ROSSOBLU DEDICATO AI PICCOLI AMICI 2013-2014

Focus sul vivaio rossoblù. Sotto i riflettori i Piccoli Amici

DOVE CHI IMPARA VINCE

 

La fabbrica di talenti della Caronnese, parte dal gioco in senso stretto della parola: ce lo racconta il mister dei baby calciatori rossoblù nati tra il 2013 e il 2014, Gabriele Appella.

 

Gabriele, 29 anni a marzo, ex calciatore e ancora affamatissimo di calcio in tutte le salse, allena a livello di settore giovanile dal 2011, prestando il suo servizio in tutte le categorie giovanili, allievi esclusi.

 

A Caronno Pertusella da 5 anni, coi piccoli amici ha innanzitutto un obiettivo ludico – motorio: “i bimbi devono imparare a gestire le prime emozioni insieme ai compagni, a stare in gruppo. Lo sport in questo momento della loro vita è visto come uno strumento educativo. Lato tecnico, è fondamentale che i bimbi apprendano e migliorino gli schemi di base e le capacità motorie”, queste le prime parole della nostra intervista a Mister Appella che prosegue: “Bisogna prendere come riferimento le prime tecniche del calcio e insegnarle al meglio, ma non è così facile come alcuni credono: questa categoria è tra le più difficili perché piccoli campioni in erba devono imparare da zero un gesto tecnico.”

 

Laureato in Scienze Motorie e possessore del patentino di allenatore, Appella ha un personale scopo nella sua carriera: “Voglio imparare sempre di più, questo è il mio obiettivo personale. Tutti gli anni dedico parte del mio tempo alla formazione”.

 

Tutte le conoscenze Gabriele le scarica sul manto erboso durante l’allenamento, che per i bimbi è bisettimanale, e durante la partita amichevole del sabato. In tutti i frangenti i bimbi si allenano sviluppando personalità e capacità motorie, ma soprattutto l’aspetto ludico.

 

“Mi piace molto allenare i piccolini, danno tantissime soddisfazioni”, dice Gabriele raccontandoci che i momenti più belli con loro sono quando i bimbi corrono entusiasti a dirgli di aver imparato qualcosa o lo abbracciano e gli dicono di volergli bene oppure quando tornando dalla partita della prima squadra gasatissimi, dicono di voler diventare come alcuni giocatori, perché magari il Federico Corno del momento gli ha regalato la fascia da capitano.

 

Tra loro c’è qualcuno che si stacca dagli altri, ma è presto per poter capire se ci siano prospettive importanti e ci siano dei futuri calciatori tra loro. Per ora il primo pensiero non è vincere, ma è crescere e imparare.

 

Barbara Murgia

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