IL NUOVO MISTER DELLA PRIMA SQUADRA AI NOSTRI MICROFONI

Inedito ritratto del nuovo allenatore della Prima Squadra della Caronnese

ECCO A VOI MISTER ROBERTO GATTI

Ai nostri microfoni Roberto Gatti: obiettivi, sensazioni e prime considerazioni a caldo del timoniere della squadra

 

La Caronnese si affaccia alla nuova stagione 2019-2020 e lo fa con un nuovo allenatore per la sua Prima Squadra: l’esperto nuovo direttore sportivo rossoblù Raffaele Ferrara, in accordo con i massimi esponenti della Caronnese, ha infatti scelto Roberto Gatti come nuovo timoniere della rosa caronnese che ha iniziato proprio in queste settimane il suo percorso nel girone A del campionato di Serie D. Gatti ha un passato da calciatore a buoni livelli: a 17 anni sbarca a Varese, prima in Primavera e poi a 18 anni fa il suo esordio in prima squadra in Serie B e Serie C. A 22 anni approda al Lugano nella Serie B svizzera e poi in Serie A. Passa infine al Chiasso e all’età di 30 anni inizia ad allenare proprio nel settore giovanile del club elvetico. Gatti porta la prima squadra del Chiasso dalla prima divisione in Serie B e poi dirige sempre la squadra rossocrociata in B. Passa poi al Lugano, in Primavera per due anni e dopo tanti anni in terra svizzera torna in Italia dove allena tutte le categorie raggiungendo importanti obiettivi: con l’Inveruno ottiene una promozione dall’Eccellenza alla Serie D, disputa i playoff di categoria e vince la Coppa italia dilettanti mentre l’anno scorso ha portato il Vergiate dalla Promozione all’Eccellenza arrivando così alla Caronnese con un bel bagaglio tecnico maturato anche all’estero. Negli scorsi giorni abbiamo intervistato il nuovo Mister della Caronnese in esclusiva per voi raccogliendo da lui spunti, giudizi, obiettivi e tanto altro.

 

 

Ciao Mister, da due mesi sei arrivato alla Caronnese: che idea ti sei fatto della nostra società?

“Caronno per me è una possibilità importante, una bella opportunità: la società è ambiziosa e lo si intuisce anche dalla scelta fatta per il direttore sportivo. La Caronnese, in zona, è la società che è cresciuta meglio e maggiormente negli ultimi anni con una grande costanza, è una bella realtà e ho avuto ottime sensazioni appena arrivato allo stadio. Avevo già l’idea di una società organizzata pronta anche a migliorarsi e a crescere grazie a degli obiettivi condivisi e concreti. Ferrara mi ha chiamato e ho risposto subito sì: ho sposato immediatamente il suo progetto ed eccomi qui”

 

 

La prima squadra quest’anno è stata completamente rivista: solo il Capitano è rimasto, per il resto c’è una nuova rosa completamente inedita. E’ una scelta condivisa anche da te?

“Certo, la volontà di dare una forte svolta e di lavorare da zero su una nuova rosa è stata condivisa con il  Direttore sportivo e con la società. E’ stata una scelta importante ma penso ci voleva per ricominciare un nuovo progetto che ha insito obiettivi molto ambiziosi. Di fatto volutamente abbiamo tenuto in rosa la bandiera della squadra e della Caronnese ovvero il capitano Federico Corno costruendo e lavorando poi nella logica del cambiamento sviluppando una grande attività di scouting andando a scegliere dei veri e propri talenti anche molto giovani che siamo sicuri ci porteranno molte soddisfazioni”

 

Un gruppo quindi completamente nuovo, tutto da amalgamare e da sviluppare. Ci vorrà del tempo?

“Assolutamente no: per meglio amalgamare il gruppo dovremo metterci il minor tempo possibile perché dobbiamo fare risultati fin da subito. E d’altra parte in realtà non è difficile plasmare questo gruppo: i ragazzi si sono dimostrati sin dall’inizio molto disponibili, molto motivati, dimostrando grande voglia di fare. Sono determinati e hanno la testa sulle spalle: sanno quali sono i loro obiettivi personali nella vita e quelli sportivi di team. E quando si ha a che fare con queste variabili positive in squadra per un allenatore la strada è spianata”

 

Come giocherà la Caronnese del presente e del futuro.? Sei un integralista dei moduli o cerchi di adattarti considerando le potenzialità della rosa dei giocatori che hai a disposizione?

“Non sono integralista nel senso più allargato della parola, lo sono sui principi di gioco sui quali con i ragazzi lavoriamo ogni giorno. Ogni giocatore già fin d’ora sa cosa deve fare, dove stare e come giocare in armonia con la squadra: una volta condivise dall’intero gruppo di lavoro queste regole comuni a quel punto siamo a metà dell’opera”

 

Quali sono i tuoi obiettivi personali alla Caronnese quest’anno?

“Ho accettato di venire a Caronno perché la Caronnese è una Società di forti e solidi proncipi: ho molto voglia di vincere e di crescere perché ho ancora tanta passione e tanto entusiasmo da vendere. Non vedo l’ora di mettermi in mostra e di dimostrare il mio valore e voglio arrivare più in alto possibile conscio delle difficoltà che potremmo incontrare come capita tutti gli anni in qualsiasi squadra”

 

E quali sono gli obiettivi della squadra in un girone completamente nuovo come quello che stiamo disputando?

“Per il momento viviamo alla alla giornata al 100% con l’obiettivo di giocare al meglio e di fare più punti possibili. Alla fine dell’andata capiremo le nostre vere possibilità e le confronteremo con quelle dell’intero girone. Vogliamo e dobbiamo essere ambiziosi anche se con molta umiltà”

Roberto Gatti

 

Come ti prepari alla partita della domenica? Hai dei rituali? Sei superstizioso?

“Non ho veri rituali particolari. Non sono iper superstizioso in realtà. A dire la verità penso come tutto qualche piccola scaramanzia ce l’ho anch’io ma nulla di particolare. Quello che posso con piacere confessare è che prima di ogni partita il mio pensiero va sempre a mio papa e a mia mamma: il primo pensiero è sempre per loro che facevano tanti sacrifici tanti anni fa per portarmi a giocare e venirmi a vedere sui campi di mezza Italia. E questo ritengo non sia da tutti”

 

Passiamo allo staff tecnico, organizzativo e dirigenziale: si tratta di un gruppo già affiatato quello che troviamo al tuo fianco a supporto della squadra…

“Sicuramente sì: con Giorgio Clerici, preparatore atletico, ci lavoro da almeno 10-12 anni: con lui abbiamo più volte alternato l’Italia alla Svizzera: ci conosciamo perfettamente, basta uno sguardo e ci capiamo immediatamente. Passando a Ermes Berton lui è il preparatore dei portieri con cui ho già lavorato a Legnano. È preparato e molto conosciuto nel contesto calcistico regionale e nazionale: con portieri così giovani come quelli che abbiamo scelto a mio parere è proprio la figura giusta. Raffaele Ferrara (direzione tecnica) e Giuseppe Cannella (technical manager) sono i miei punti di riferimento dirigenziali per la squadra e con loro l’intesa è perfetta come è perfetto il lavoro che il team medico e sanitario guidato dal Dottor Fagetti e dall’intero gruppo di fisioterapisti (Stefano Nicoli e Claudio Luinetti) coordinati da Ettore Appella, il supporto dei magazzinieri Rinaldo Cogliati e Rino Lacerenza e ancora il conrtibuto di segreteria di Saverio Granato e di comunicazione della squadra di Fabrizio Volontè. Cosa chiedere di più?”

 

Chiudiamo con un argomento attuale: considerando il sempre più forte legame tra il mondo del calcio e i social network qual è la tua posizione a riguardo?

“ Onestamente non ho nulla in contrario sull’utilizzo da parte dei miei ragazzi dei social. La tecnologia avanza, sono mezzi innovativi, conoscenze nuove di cui dobbiamo tener conto. Dobbiamo per forza stare al passo coi tempi. Personalmente non sono un grande fruitore: ho solo un profilo su Facebook che raramente mi diletto a leggere. Certo, se usati coi tempi e modi sbagliati i social networks possono diventare un boomerang ma non metto regole: le regole sono il buon senso e l’educazione per farne buon uso”

 

Fabrizio Volontè

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *