FOCUS SETTORE GIOVANILE DI BASE

Ai nastri di partenza il settore giovanile di base
PICCOLI CAMPIONI ROSSOBLU CRESCONO
Vincenzo Nicoletti ci racconta l’attività di questa area molto importante per la Caronnese
La stagione calcistica caronnese é ormai iniziata e anche i più piccoli del vivaio stanno scendendo in campo. Oggi abbiamo il piacere di avere ai nostri microfoni il responsabile del settore giovanile di base, Vincenzo Nicoletti, caronnese per passione, insegnante alle superiori per lavoro.
Quali sono le categorie del settore giovanile di base e come il tuo ruolo permea tutta l’attività?
“Il settore giovanile raggruppa molteplici categorie: pulcini, esordienti, primi calci e scuola calcio, gruppo quest’ultimo dove Gabriele Appella coordina tutti i lavori. Io mi occupo della parte tecnica dell’intero settore di base e vivo il mio tempo sul campo dove si allenano i ragazzi: coordino l’attività, decido insieme al direttore generale l’utilizzo dei campi, gli spostamenti, sviluppo con gli allenatori i programmi in linea con gli obiettivi della società”
Quali sono gli obiettivi del settore giovanile di base?
“L’obiettivo principale della nostra area é dare ai ragazzi gli strumenti per poter giocare a calcio dal punto di vista tecnico, formandoli anche caratterialmente, insegnando loro il coraggio, la determinazione, l’impegno e agire sulla personalità dei bimbi a 360 gradi, non dimenticando la coordinazione e l’atletismo in generale. Dietro c’é tanto lavoro. I bambini hanno bisogno di superare delle tappe importanti di crescita e noi li aiutiamo a farlo”
Il calcio quindi aiuta a superare certe fasi della crescita dei bimbi e dei ragazzi?
“Senza dubbio. Alcuni sono timidi, altri esuberanti, altri iperattivi. E il nostro obiettivo è di farli lavorare in un ambiente sereno, formandoli tecnicamente ma anche personalmente. Facciamo anche un lavoro sull’attenzione al lavoro, sulle regole. E lo facciamo anche dialogando coi genitori. Non amiamo i genitori iper competitivi: noi vogliamo fare calcio serenamente, che per noi é prima di tutto un gioco. Alcuni genitori vedono la vittoria come unico obiettivo. Noi invece ci vediamo la conseguenza di un lavoro, di un atteggiamento adeguato. Educhiamo i bambini, ma agiamo anche sui genitori”
In che modo dialogate anche coi genitori?
“L’anno scorso abbiamo fatto qualche seduta sia coi bimbi che coi genitori con lo psicologo Adriano Formoso, che ha lavorato con la Lazio, con l’Albinoleffe e con altre società di grande caratura. Per i bimbi é difficile giocare a calcio e affermarsi e dobbiamo insegnare tutto con delicatezza e coi metodi adeguati con la difficoltà che dalle tribune talvolta la voglia di risultato dei genitori mette a loro ansia condizionandoli non poco. I genitori devono fare la loro parte che è importantissima e vediamo che il nostro approccio sta funzionando”
Gli allenatori li scegli tu?
“Si. La scelta dell’allenatore é fondamentale: allenare i bimbi non é come allenare gli adulti. L’allenatore deve essere un formatore, deve sapersi rapportare ai ragazzi nel giusto modo. Deve essere autorevole e favorire il dialogo e quando un bimbo ha dubbi sa che si può fidare del mister per risolverli. Un buon allenatore dev’essere equilibrato, tranquillo, avere capacità di ascolto, deve saperli accudire, coinvolgendoli, deve essere motivante. E non é semplice in un mondo in cui i ragazzi sono più attratti più dalla playstation che non dal movimento e dall’attività fisica”
Ti é mai capitato che il più timido dei ragazzi diventasse poi un talento?
“Si, l’anno scorso avevamo in squadra un ragazzino molto timido ed educato che durante l’anno si é affermato e che ci é stato richiesto dall’Inter per un provino e che poi è stato confermato in nerazzurro. Questo per noi é motivo di orgoglio, oltre che di felicità per tutto il nostro gruppo”
Questo é lo spirito che guida i colori rossoblu: la dimostrazione che la passione per il calcio, sopra qualsiasi altra cosa, vince.
Barbara Murgia

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