LA PROFESSIONALITA’ QUOTIDIANA IN UNA VERA FAMIGLIA: ECCO LA CARONNESE

A tu per tu con Paolo Carli, preparatore dei portieri del Settore Prima Squadra

Importante ritorno in Caronnese per un allenatore con grande esperienza alle spalle

E’ l’allenatore dei portieri, arrivato alla Caronnese quest’anno dopo esserci già passato nel 2001. Un ritorno ai colori rossoblu, quello di Paolo Carli. Per lui un passato ricco di esperienze da giocatore, anche con la Nazionale di calcio della Polizia, e da allenatore. E ora questa nuova sfida a Caronno, con molto entusiasmo e la convinzione di essere parte di un vero progetto. Un progetto dove la professionalità si unisce, ogni giorno, al calore di una vera famiglia.

Si tratta di un ritorno alla Caronnese….

Si, si tratta proprio di un ritorno. Sono stato qui ad allenare, con Alberto Croci, nel 2001. E’ stato bello tornare qui. Ho ritrovato una squadra in una categoria superiore, ai tempi eravamo in Eccellenza,  ma soprattutto ho ritrovato una società molto ben strutturata, di alto livello, che può sicuramente raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.

Cosa ti ha spinto ad accettare questa sfida? 
Quando sono stato chiamato dal Vice Presidente Pirola l’estate scorsa quello che mi ha attratto davvero è stata l’idea di aderire a un vero progetto, l’ambizione di contribuire a creare qualcosa di stabile, concreto e continuativo. Ampliare gli spazi di allenamento, puntare sulla crescita dei giovani per diventare un vero punto di riferimento a Caronno e non solo.

Che staff hai trovato?

Uno staff di altissimo livello, preparato e qualificato. Sono felice di poter oggi mettere a disposizione, in questa realtà, la mia esperienza anche attraverso la sperimentazione di nuove metodologie di lavoro. Nel 2016 ho partecipato al Master Uefa per allenatori e portieri che si è tenuto a Coverciano (superato con il secondo miglior voto tra tutti i partecipanti ndr), è stata la prima edizione Europea del corso ed è stata una tappa importante della mia crescita, ho imparato tantissimo.

Quali sono le tue esperienze del passato più significative?

Sono cresciuto da giocatore nella galassia Inter, poi ho vestito la maglia da professionista di Pavia (con una promozione), di Mortara, e ho fatto anche una breve apparizione a Monza. Ho poi scelto un lavoro che mi permettesse di continuare a giocare a calcio e sono entrato, quindi, nella Polizia Locale di Milano. Qui ho iniziato a giocare per la Nazionale italiana di calcio della Polizia e ho disputato tre Europei, tra cui nel 1989 la finale contro l’Inghilterra arrivando secondi. E’ stata una bellissima esperienza, a tutt’oggi detengo ancora il maggior numero di presenze fra gli Azzurri della Nazionale della Polizia, con anche il maggior numero di Campionati Europei disputati. Da allenatore, le esperienze che più mi hanno arricchito e costruito sono state quelle con la Pro Patria e con il Lecco. In generale, mi piace imparare, capire, studiare. Mi piace essere polisportivo perché penso che la conoscenza permetta di avere la scienza. Ad esempio ho infatti anche il tesserino di allenatore di pallavolo e gioco molto a tennis. Seguo ogni tipo di sport e collaboro anche con il Nuovo Calcio. Penso che tutto possa essere fondamentale per crescere e migliorarsi.

Come vedi la prima squadra?

Siamo ancora nell’obiettivo, i ragazzi sono determinati e penso che abbiamo ancora degli ampi margini di miglioramento. Il campionato di Serie D è sicuramente molto duro.

Lavori anche con i giovani?

Sto lavorando in particolare con due giovani, Balocco e Minerva della prima squadra, che mi stanno dando molta soddisfazione. Per me lavorare con i giovani è uno stimolo immenso, vivo le emozioni con loro: sono il futuro ma poterli educare ed allenare amplia gli orizzonti anche a chi giovane non lo è più. Faccio spesso anche degli stage e dei campus dedicati ai giovani, in particolare collaboro su questo con il Milan. Qualora ci fossero le strutture sarebbe bello creare una vera e propria scuola di portieri anche a Caronno, per crescere e formare i talenti del futuro.

Cosa ti ha colpito di più della Caronnese?

Sono tornato a Caronno con moltissimo entusiasmo, vorrei far parte di coloro che sono stati in grado di fare il salto nel professionismo. Nella Caronnese la cosa piacevole è che la forte e qualificata dimensione professionale si unisce a quella molto familiare, che coinvolge e ti fa amare questa realtà. Il valore di questa società è il calore delle persone che ci lavorano e che la vivono. E questo calore familiare è impersonificato dal nostro Presidente Reina che naturalmente e con semplicità riesce ad infondere valori umani che nel calcio spesso mancano.

 

Ilenia Moracci

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