MISTER MAZZOLENI: “SONO ENTUSIASTA DI ESSERE QUI”

Entusiasmo, idee chiare e tanta voglia di far bene. Achille Mazzoleni, da questa stagione sulla panchina della prima squadra della Caronnese, ci racconta come è iniziata questa sua nuova avventura. Senza tralasciare qualche curiosità sul suo percorso, da calciatore e da allenatore, per scoprire più da vicino chi è la nuova guida della squadra rossoblu.

 

Prima stagione con la Caronnese, che società hai trovato? Come vivi questa tua nuova sfida?

Sono entusiasta di essere qui. Sono passati soltanto tre mesi e quindi è presto per poter fare dei bilanci, ma l’inizio è stato molto positivo. Immaginavo che questa società fosse organizzata e ben strutturata, ma non pensavo fino a questo punto. Ho trovato davvero grande professionalità. Spero di essere all’altezza di questi colori, io ce la metterò sempre tutta. E’ una società ambiziosa, ma gli obiettivi fanno bene. E’ giusto avere un po’ di sana pressione, questo mi piace molto.

 

Come è iniziata la stagione?

Sono soddisfatto, anche se si può sempre fare meglio. Non mi accontento mai, mi succedeva anche da giocatore. Vorrei sempre vincere subito e tutto. Il bilancio di questo inizio di campionato è comunquepositivo, anche se provo molto rammarico per la sconfitta all’esordio, in casa, contro il Rezzato e per quella si settimana scorsa contro il Sondrio e all’uscita dalla Coppa Italia. Quella partita di Coppa pensavamo di averla già vinta, brucia averla lasciata andare così. Sarebbe anche stata una bella occasione per far ruotare più giocatori in campo, ci speravo ad andare avanti il più possibile.

Com’è il girone che state affrontando?

E’ tosto! E’ il quinto anno che alleno e mi sembra il più difficile, perché ci sono tante squadre forti. Ce ne sono almeno 4-5 che si contendono la vittoria e almeno 7-8, o forse anche dieci, che possono competere per i play off.

Che rapporto hai istaurato con i giocatori? Qual è il clima nello spogliatoio?

Il mio rapporto è ottimo, poi bisognerebbe chiederlo a loro (ride ndr). La prima cosa che conta per me è il rispetto reciproco e delle regole, la voglia di star bene insieme. Per me questo è prioritario e penso che l’abbiano capito tutti. Nel rettangolo verde devono essere tutti amici e su questo non transigo. Spero che il mio rapporto con i giocatori e con la società sia duraturo e che questa avventura si prolunghi nel tempo, perché sento di poter lavorare bene.

Soddisfatto dell’attuale rosa?

So che negli anni passati la stagione era iniziata con una rosa ristretta e a dicembre si è sempre dovuto fare qualche nuovo acquisto. Quest’anno è stata fatta una scelta diversa e siamo partiti in tanti, per questo penso che saremo a posto così.

Quali sono le tappe della tua carriera, da allenatore che più ti hanno costruito professionalmente?

Sono cresciuto negli anni ‘80-‘90 nel Como, che aveva un settore giovanile molto forte e ha costruito tantissimi calciatori. Lì ho debuttato in Serie A e poi ho girato l’Italia, con tante altre esperienze. Ho smesso a 43-44 anni in serie D e probabilmente ho giocato anche troppo. Avevo da anni la voglia di allenare e forse ho iniziato un po’ tardi questo nuovo percorso. Ho avuto però la fortuna di smettere di giocare nella squadra, il MapelloBonate, dove poi ho iniziato la mia prima esperienza da allenatore, partendo subito dalla Serie D.

C’è un allenatore a cui ti ispiri?

Penso a quelli che ho avuto, sono tantissimi, e per qualche ragione dovrei nominarli tutti. Di sicuro ricordo molto bene il mio primo allenatore, Rino Marchesi a Como, perché è stato un grandissimo maestro. Come lui anche Maran, che mi ha allenato quando giocavo nel Cittadella. In generale, tutti gli allenatori che ho avuto sono stati dei maestri e da ognuno di loro ho appreso qualcosa, che siano state questioni tecniche o modelli di vita. Ora speriamo di mettere tutto insieme, in un giusto mi che mi porti a fare sempre meglio.

Silvia Galli

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